Acque termali: come vengono classificate? (Parte Seconda)

L’approfondimento sulla classificazione delle acque termali continua. Nel precedente articolo, vi abbiamo parlato delle acque Salse o Cloruro-Sodiche, Sulfuree, Salso-Bromo-Iodiche e di quelle Radioattive. Adesso invece vi spiegheremo i benefici delle ultime 4 categorie: Arsenicali-ferruginose, Bicarbonate, Solfate, Carboniche.

 

Acque arsenicali ferruginose 

Queste acque contengono una notevole dose di ferro e modeste quantità di arsenico, oltre a zinco e litio. Non sempre la presenza di ferro e di arsenico sono combinate, per cui si possono trovare acque solo ferruginose o solo arsenicali.

Il loro impiego è previsto per via orale per rafforzare il sistema immunitario e sopperire a carenze nutritive, e per via esterna (balneoterapia, fangoterapia) per curare una serie di problematiche cutanee grazie alle proprietà ricostituenti.  Nei centri termali si ricorre alle acque arsenicali ferruginose anche per terapie idropiniche, inalatorie, oltre che in campo ginecologico.

 

Acque bicarbonate

Sono acque ricche di bicarbonato, nonché calcio e magnesio e possono, eventualmente, essere presenti altri minerali, in base alle sorgenti da cui sgorgano tali acque.

Il loro impiego è previsto per via orale, in particolare per disturbi a carico dell’apparato digerente, sia a stomaco vuoto che a stomaco pieno. Inoltre regolarizzano la diuresi.

Tra le acque bicarbonate si individuano ulteriori sottocategorie: ad esempio, quelle più ricche di potassio sono impiegate per i percorsi di riabilitazione degli sportivi.

L’utilizzo delle acque bicarbonate è menzionato anche per bagni, docce e irrigazioni vaginali e rettali.

 

Le acque solfate

Come la acque sulfuree (di cui abbiamo parlato nelle Parte Prima dell’articolo), le solfate contengono zolfo, ma in forma esavalente (nelle solfuree la forma era bivalente).

I benefici delle acque solfate si riscontrano su stomaco, intestino e bile. In particolare migliorano il processo di assorbimento dei nutrienti. È sempre bene, però, chiedere consiglio al medico in quanto tali acque hanno delle controindicazioni, ad esempio, per chi ha avuto problemi di ulcera o calcoli.

Vengono usate sia per via orale che tramite inalazioni, in questo caso per curare sinusiti, laringiti, faringiti e altri disturbi a carico dell’apparato respiratorio. Associate ad altri minerali come calcio, bicarbonato e magnesio, aiutano il processo digestivo.

 

Le acque carboniche 

Si tratta di acque ricche di anidride carbonica e che potrebbero essere incluse tra le bicarbonate, ma per via del loro utilizzo in campo terapeutico possono godere di una categoria tutta loro.

Il loro principale effetto si evince sull’epidermide, per cui vengono usate in balneoterapia o per le cure idropiniche, e sull’apparato respiratorio, per il quale vengono impiegate tramite inalazione.

Per queste acque sono stati ideati degli appositi bagni carbogassosi, in cui varia la temperatura a seconda del paziente e delle necessità: acque molto calde incrementano il tono del miocardio, mentre acque dalla temperatura più mite depurano le vie aeree e sono lenitive. Da non sottovalutare poi l’efficacia di tali bagni  per contrastare la cellulite, dati gli effetti stimolanti su vene e arterie. Questo tipo di acqua si trova in particolare nelle Terme del Lazio.


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