Dieta zona: valida o no?

Di “dieta zona” avrete sicuramente sentito parlare, ma ancora non a tutti è chiaro di cosa si tratti. Cerchiamo di spiegare cosa sia la dieta Zona e di fornire qualche elemento circa la sua validità.

La dieta zona è un particolare regime dietetico ipocalorico e iperproteico che consiste nell’assunzione quotidiana di calorie provenienti per il 40% da carboidrati, per il 30% da proteine e per il 30% da grassi. Ecco perché parlando di dieta zona ricorre la dicitura della formula 40-30-30.

Per farci un’idea delle proporzioni, pensate che la dieta mediterranea prevede un apporto calorico ripartito tra carboidrati, proteine e grassi secondo le percentuali 55/60-12/15-25/30. Le variazioni in quest’ultimo caso ovviamente dipendono dal soggetto, dalla sua composizione corporea, dall’età, dal sesso, dalle abitudini di vita.

L’ideatore della dieta zona, il biologo Sears, ritiene che la dieta faciliti il calo di peso, in quanto riducendo l’assunzione di carboidrati, si limiterebbe la produzione di insulina la quale causerebbe l’aumento di peso. Le proteine faciliterebbero invece la produzione di glucagone il quale contrasterebbe gli effetti dell’insulina. Inoltre la dieta promette il miglioramento delle prestazioni fisiche, sempre grazie alla produzione di glucagone che aumenterebbe i livelli di ecosanoidi buoni, mentre i carboidrati produrrebbero ecosanoidi cattivi.

C’è però da dire che non vi sono basi scientifiche a sostegno:

  • della reale influenza che la dieta zona possa avere sulla produzione di insulina o glucagone;
  • del fatto che l’insulina produca ecosanoidi cattivi e  il glucagone quelli buoni;
  • del fatto che questi possano da soli regolare le funzioni fisiologiche e le prestazioni fisiche e atletiche.

Tutto ciò  potrebbe smentire l’effetto della dieta zona sia sul peso che sulle prestazioni fisiche.

Inoltre, come sostiene l’AIDAP (Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso) “non c’è nessuna evidenza scientifica che i carboidrati facciano ingrassare le persone, se esse mantengono un bilancio calorico in pareggio; ad esempio, in Cina, dove le persone mangiano riso tre volte al giorno, la prevalenza dell’ obesità è una delle più basse al mondo.”

Inoltre sempre l’AIDAP spiega che l’organismo, durante l’attività fisica, consumi in particolare i carboidrati. Ecco perché un atleta per delle buone prestazioni, deve prediligerne il consumo e una dieta proteica non può essere sufficiente.

Seguendo una dieta mediterranea, invece, che includa carboidrati, proteine e grassi nelle proporzioni 55/60-12/15-25/30 e svolgendo regolarmente attività fisica, è comunque possibile perdere peso, senza privare l’organismo di alcun nutriente.

 

Giusi Lombardo

Appassionata e Amante del benessere a 360°. Amo scrivere e condividere tutto quello che so.

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