IL SALE: FALSI MITI DA SFATARE E LE INDICAZIONI DELL’OMS

Spesso abbiamo fatto riferimento alla necessità di ridurre il consumo di sale per il nostro benessere. Perché?  E quanto sale dovremmo consumare giornalmente? Molte sono le convinzioni errate e i falsi miti diffusi su questo “alimento” .L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in un documento pubblicato a Giugno 2016   ha fornito delle informazioni molto utili a riguardo che ci chiariscono le idee, sfatano i miti, e  danno qualche utile consiglio!

Secondo quanto riportato “Il sale è la principale fonte di sodio della nostra alimentazione.”

“Il sodio è un nutriente essenziale necessario per mantenere il volume del plasma, l’equilibrio acido-base, la trasmissione degli impulsi nervosi e il normale funzionamento delle cellule.” Ma “un eccesso di sodio conseguenze negativa per la salute, tra cui l’ipertensione arteriosa”  

A contribuire all’assunzione di sale, contribuisce il contesto culturale da cui dipendono le abitudini alimentari. Sebbene, infatti, il sodio sia contenuto naturalmente in alimenti come carne e pesce, esso è presente in eccedenza in alimenti che, per nostra cultura alimentare, siamo soliti mangiare, come cibi trasformati, condimenti, dadi da brodo, alimenti ricchi di grassi trans e ad alto contenuto calorico, come snack e merendine confezionate.

Il documento dell’OMS inoltre fa riferimento al potassio, quale sale minerale importante nell’alimentazione perché abbassa la pressione sanguigna negli adulti e si trova in molti alimenti non trasformati come frutta e verdura

La quantità massima di sale raccomandata è di 5 grammi al giorno. La maggior parte della popolazione però ne consuma anche il doppio, ossia dai 9 ai 12 grammi al giorno. I danni si riscontrano in termini di aumento della pressione sanguigna con conseguenti rischi di malattie cardiovascolari, ictus ed infarti del miocardio.

Perciò L’OMS si pone l’obiettivo di ridurre entro il 2015, l consumo di sale della popolazione mondiale del 30%. Se le previsioni si avverassero si potrebbero evitare ben 2,5 milioni di morti per le malattie su citate.

 

FALSI MITI

Ci sono  dei falsi miti da sfatare. Ecco le affermazioni non vere sul sale:

Quando fa caldo e si suda bisogna integrare il sale. “.Non è così. Il sudore contiene poco sale. Quando si suda è importante invece reintegrare liquidi, dunque bere molto.

“Il sale marino è” migliore “di quello raffinato perché è” naturale “. No. Qualunque sia l’origine  Qualunque sia l’origine del sale è il sodio ad essere responsabile dei problemi di salute.

“Il sale aggiunto durante la cottura è la fonte principale di assunzione di sale.” Sebbene sia importante ridurre l’aggiunta del sale da cucina, bisogna tener presente che circa l’80% del sale nella dieta proviene da alimenti trasformati.

“Il cibo senza sale non ha gusto.” Questo può essere vero in un primo momento, ma le papille gustative si abituano alla riduzione del sale, e questo porta ad assaporare i cibi e percepire con il tempo una più ampia gamma di sapori.

“Gli alimenti ad alto contenuto di sale hanno un sapore salato.” Sembrerebbe ovvio, ma non è così. Molti cibi ricchi di sale, invece, non hanno un sapore salato per via di additivi che ne mascherano il gusto. Ecco perché è ‘importante leggere le etichette per conoscere il contenuto di sale.

“Solo le persone anziane devono preoccuparsi per la quantità di sale che mangiano”. No. Consumare troppo sale aumenta la pressione sanguigna a qualsiasi età.

“Ridurre sale può essere dannoso per la salute.” C’è chi crede che ridurre il consumo di sale sia dannoso per la salute, ma non è così. Anche perché come specifica l’OMS, “è molto difficile consumare troppo poco sale, in quanto è presente in una grande quantità di cibo che consumiamo quotidianamente.”

 

RIDURRE L’USO DEL SALE

L’OMS propone innanzitutto una serie di strategie da parte delle istituzioni che portino ad una maggiore accessibilità a prodotti con poco sole oltre che ad una sensibilizzazione circa la necessità della sua riduzione. È importante essere consapevoli di quali siano i comportamenti da attuare.   Cosa possiamo fare allora nel nostro piccolo?

  •  aumentare il consumo di frutta e verdura, ricca di potassio
  • ridurre il consumo di cibi di produzione industriale e acquistati pronti
  • ridurre il consumo di snack, insaccati, salse come quella di soia, brodi pronti
  • mettere in tavola prodotti a basso contenuto di sodio
  • evitare di lasciare in tavola una saliera che induca ad aggiungere sale ai cibi già preparati.
  •  educare i bambini ad una sana alimentazione abituandoli a consumare cibi meno salati.

 


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